ROMA IMPERIALE

IL COLOSSEO

o anfiteatro Flavio è l’emblema di Roma. Nonostante gli incendi e i saccheggi, sorprende ancora chi lo visita per le dimensioni e la spettacolare architettura. L’imperatore Vespasiano della famiglia dei Flavi ne iniziò la costruzione nel 72 D.C nell’area occupata da un lago artificiale appartenente ai giardini della Domus Aurea di Nerone. Venne inaugurato nell’80 da Tito con il sacrificio di 5000 fiere. Nel Medioevo assunse il nome di Colosseo poiché si trovava nelle prossimità della colossale statua di Nerone in bronzo dorato. E’ costituito da tre piani con arcate, più una quarta che funge da attico. Ognuna di esse ha mezze colonne che seguono un ritmo gerarchico di ordini: dorico toscano nel livello più basso, ionico e infin corinzio. Fino al VI secolo venne usato come anfiteatro, nel Medioevo, andò incontro ad un periodo di decadenza, fino a diventare un baluardo difensivo. Nel XVIII secolo fu utilizzato come deposito e luogo d’incontro di prostitute e ladri finché Benedetto XIV lo consacrò alla passione di Gesù.


La Domus Aurea

costruita dopo l’incendio del 64 D.C che aveva distrutto la Domus Transitoria, si estendeva dal Celio al Palatino fino agli orti mecenatiani nella zona alta dell’Esquilino. Vi era una zona residenziale propriamente detta e un’altra adibita a giardino che occupavano in tutto un’area pari a 25 volte quella del Colosseo. La scoperta della Domus Aurea si deve ad artisti del Rinascimento come il Pinturicchio, Filippino Lippi, il Perugino e il Ghirlandaio. Molti degli ambienti venuti alla luce godono di una notevole spettacolarità, ma su tutti risalta la sala ottagonale coperta da una gran cupola, ritenuta il centro dell’intera reggia.

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